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Conferenza di consenso

 

La Conferenza di consenso: cos’e’ e come nasce

Cosa è
Scopo principale delle conferenze di consenso (consensus conferences) è definire lo “stato dell’arte” rispetto a uno specifico problema assistenziale attraverso un processo esplicito in cui le informazioni scientifiche vengono valutate e discusse non solo da professionisti sanitari, ma anche da altre componenti professionali e sociali, comunque parti in causa rispetto allo specifico problema considerato (amministratori, economisti, utenti, pubblico in generale).
Quando nasce
Il modello delle conferenze di consenso è stato sviluppato negli USA da parte del National Institute of Health (NIH) negli anni ’70 come metodo per risolvere controversie sull’uso di interventi sanitari e per orientare la ricerca necessaria.
Come funziona
La metodologia delle conferenze di consenso prevede che una giuria multidisciplinare, composta da operatori sanitari, esperti di epidemiologia clinica e statistica, di etica, rappresentanti dei pazienti, economisti, amministratori, esprima un “verdetto” rispetto a un determinato problema dopo aver ascoltato – nel corso di una riunione pubblica (della durata di uno-due giorni) – le presentazioni dei risultati delle ricerche condotte nel campo specifico. La giuria si riunisce poi, a porte chiuse, per formulare le proprie conclusioni che rappresenteranno precise raccomandazioni di comportamento e che verranno poi diffuse attraverso i diversi canali di pubblicazione scientifica ed eventualmente fatte proprie da raccomandazioni istituzionali più specifiche. Poiché le conferenze di consenso sono state talvolta criticate per lo scarso approfondimento permesso da soli due giorni di lavoro, si tende oggi ad “arricchire” il processo con attività preparatorie che precedono la celebrazione della conferenza di consenso vera e propria.

In Italia rispetto alle Gravi Cerebrolesioni sono state organizzate tre conferenze di consenso. Le prime due consensus di Verona (2000) e Modena (2005) sono state promosse dalla Sezione sulla Riabilitazione del Traumatizzato Cranio-Encefalico e delle Gravi Cerebrolesioni Acquisite (TCE-GCA), in stretta collaborazione con la Federazione Nazionale Famiglie Traumi Cranici (FNATC) su mandato della SIMFER. Hanno prodotto raccomandazioni sulle “modalità di trattamento del traumatizzato cranio encefalico in fase acuta” e sui “bisogni riabilitativi ed assistenziali nella fase post-ospedaliera”, ponendo l’accento sui percorsi organizzativi nelle varie fasi dopo uno stato di coma.

La terza Conferenza di Consenso (Salsomaggiore 2010) ha centrato l’attenzione sulla fase di riabilitazione intensiva ospedaliera

La prima “Conferenza nazionale di Consenso promossa dalle associazioni” sposta il punto di vista. E’ Una conferenza di consenso non basata sull’evidenza ma che risponda ai bisogni dei familiari, alle domande che derivano dal loro ruolo, per  indicatori di  qualità condivisi tra il mondo sanitario e l’ associazionismo. Una conferenza sui bisogni non soddisfatti e sui risultati attesi e ancora sospesi.