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Quesiti per la giuria

 

QUALI I FATTORI DI QUALITA’ NELL’ACCREDITAMENTO DEI SERVIZI, NEI PERCORSI DI CURA, NEI MODELLI ASSISTENZIALI, NELLA TUTELA DEI DIRITTI E NELLA CORRETTA COMUNICAZIONE TRA SANITARI,FAMIGLIARI E ASSOCIAZIONI?

La Giuria sta eòaborando il documento conclusivo che ha già individuato dieci “raccomandazioni”:

 1)      L’Amministratore di Sostegno è una figura centrale nel percorso “coma to comunity”  e necessaria dopo la fase acuta. E’ uno strumento usato in maniera disomogenea sul territorio. Si propone un elenco di contenuti minimi per la sua procedura.

 2)      Diritto all’accesso e al percorso di riabilitazione globale in base ad un progetto personalizzato di assistenza sociosanitaria.

3)      Diritto a indicatori di processo e verifica di risultati.

4)      Applicazione delle “Linee guida sugli stati vegetativi e di minima coscienza” ratificate nel maggio 2011 dalla conferenza Stato Regioni e coinvolgimento delle associazioni nelle valutazioni del monitoraggio dell’applicazione a livello regionale.

5)      Coinvolgimento dei familiari da parte dalle strutture sanitarie fin da subito per essere informati sull’assistenza e sul ruolo delle associazioni presenti sul territorio: Le famiglie rimangono libere di individuare il momento del contatto.

6)      Le associazioni sono partnership delle istituzioni (direzioni sanitarie e amministrazioni locali) e  continuano il lavoro di confronto con il Ministero della Salute per il tavolo sugli stati vegetativi e di minima coscienza e per la promozione della “Giornata nazionale degli stati vegetativi (9 febbraio)”

 7)      Le associazioni istituiscono un “Osservatorio nazionale per definire gli standard di qualità dei percorsi di cura” e condividerli con le istituzioni sociosanitarie ( Al fine di verificare sistemi di qualità).

8)       Nelle strutture dovrebbero essere presenti aree ad alta valenza di recupero e riabilitazione funzionali, nonché disponibili qualitativamente e quantitativamente le  figure professionali utili a far fronte alle necessità riabilitativi assistenziali, le precise indicazioni del progetto riabilitativo personale che identifica le necessità del paziente, tra cui: medico, infermiere, Asa/oss, fisioterapista, terapista occupazionale, logopedista, neuropsicologo, psicologo, assistente sociale pienamente inserito nel team.

 9)      Il rientro domiciliare ha come modello quello delle “dimissioni protette” fatte con largo anticipo e accompagnando la famiglia nel percorso. La figura del case manager (responsabile di percorso) deve essere sempre garantita.

 10)  Individuare percorsi di comunicazione e di narrazione come punti integrati e necessari dell’affiancamento alla famiglia con la promozione di gruppi di familiari di mutuo auto/aiuto e di ascolto. Creazione di desk informativi a diverse modalità di accesso (numero verde, social network, rete) che possano dare tutte le informazioni utili per quanto riguarda le  associazioni e i servizi offerti nel territorio alle famiglie.